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Ansia: amica o nemica?

Siamo abituati a considerare l’ansia come una nemica che entra nelle nostre attività abituali o nei momenti più delicati e significativi, senza essere stata invitata. Ci domandiamo perché, ma soprattutto, come scacciarla. Siamo convinti che una volta allontanata questa fastidiosa compagna di viaggio, potremo vivere finalmente in modo sereno e tranquillo.

Non tutti sanno, però, che l’ansia è una reazione psicofisiologica innata di fronte a un pericolo e che senza di essa, ci esporremmo a situazioni potenzialmente pericolose.

 

Paura di tutto

Il problema nasce quando anche le normali attività quotidiane come andare a lavoro, prendere i mezzi, fare un esame o un colloquio di lavoro diventano fonte di un disagio tale che impedisce di svolgere liberamente queste attività. Si può iniziare a riflettere su cosa effettivamente viene percepito come fonte di ansia. È curioso il fatto che alcune cose o attività generano molta ansia o paura in alcune persone mentre in altre no. Ci si risponde che si è sempre stati delle persone ansiose. Ma se non fosse sempre così semplice questa risposta? Senza entrare nei casi in cui si sia sviluppata una vera e propria psicopatologia legata all’ansia e pur ammettendo che ci possa essere un tratto ansioso particolarmente spiccato in una personalità bisogna, comunque, prendere in considerazione la tendenza di molti di noi ad attribuire un valore “minaccioso” a un determinato oggetto.

 

Meglio evitare?

Più semplicemente, se prima di prendere un aereo inizio a farmi delle fantasticherie sul fatto che potrebbe cadere, che potrei sentirmi male, che potrei avere un attacco di ansia e che non ce la farei a superarlo, attiverei nel mio corpo tutta una serie di sensazioni sgradevoli legate all’ansia ma soprattutto eviterei di prendere l’aereo. Ecco dunque che l’interpretazione in chiave ansiosa di un’attività, ci porta alla rinuncia e quindi alla chiusura ad esperienze di vita potenzialmente arricchenti per la nostra crescita e per il nostro benessere.

 

Vale la pena? 

La domanda suona sicuramente banale. Ovviamente non vale la pena per l’ansia rinunciare a vivere anche le attività più normali della vita quotidiana. Ma c’è chi l’ansia la “subisce” e non sceglie di stare male e di evitare di prendere l’aereo, parlare in pubblico o, nei casi più difficili, andare a lavoro e uscire di casa. Purtroppo, però, più ci si protegge e più l’ansia si alimenta e diventa forte, fino a comandare sulla propria vita. Perciò occorre familiarizzare con il coraggio e iniziare a stilare una lista di cose che si vorrebbe ricominciare a fare, partendo dalle più semplici, per arrivare alle più complicate da gestire. Esporsi gradualmente aiuta a rendersi conto che si può riprendere in mano la situazione e a conquistare più fiducia in se stessi e nelle proprie risorse.

 

A cura della Dr.ssa Pamela Serafini

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