Chi Sono

Perché ho deciso di occuparmi di ansia?

Sono stata definita come una persona che aveva paura di tutto. Questa critica che qualcuno mi ha fatto un po’ di tempo fa mi ha dato fastidio ma da allora ho iniziato ad interrogarmi per capire se ci fosse qualcosa di vero in quell’immagine che gli altri mi avevano rimandato.

Ed era vero. Avevo delle paure che mi bloccavano in alcuni aspetti della mia vita e che mi impedivano di fare delle esperienze. Ne voglio condividere una.

La paura dell’acqua. Al mare, da adolescente, era impossibile che mi immergessi completamente. Non avevo mai imparato a nuotare: mi terrorizzava che l’acqua superasse un certo limite (al di sopra dell’ombelico).

Ogni volta che entravo in acqua, mi sentivo “legnosa”, agitata ma soprattutto difettosa quando mi confrontavo con gli altri e vedevo che non solo stavano tranquilli ma che si divertivano anche!

Io mi sentivo diversa. Un giorno, però, decisi che sarebbe stata l’ultima vacanza in cui avrei provato quelle sgradevoli sensazioni. Volevo sentirmi “normale”. Così mi imposi di fare un corso di nuoto per un anno intero.

Mi ricordo che “sudavo freddo”  ogni volta che dovevo andare in piscina. Mal di stomaco e mille scuse si affollavano nella mia mente pur di rimanere a casa. Ma niente. Avevo deciso di vincere la mia paura e ho perseverato.

Mi sono lasciata guidare da un bravo istruttore e piano piano ho iniziato a familiarizzare con l’acqua, oggetto tanto temuto per anni. Ho tollerato il cuore in gola ogni volta che dovevo immergermi fino al collo. Gradualmente ho imparato a padroneggiare meglio il mio corpo e la respirazione.

La soddisfazione più grande l’ho vissuta durante l’estate successiva, quando sono tornata al mare e finalmente non provavo più il terrore di farmi il bagno. Mi sentivo come gli altri e riuscivo a divertirmi anche io. Non ero certo diventata uno “squaletto” ma quello che contava lo avevo ottenuto. Non provavo più ansia entrando in acqua, nuotavo tranquilla, certo non in mare aperto, ma quello che avevo raggiunto mi faceva sentire fiera di me.

Ora, che cosa mi ha aiutato a superare la forte ansia che provavo?

L’istruttore bravo e paziente? Si, sicuramente lui mi è stato di aiuto ma quello che mi ha veramente permesso di passare da uno stato di paura e di evitamento al riuscire ad immergermi in acqua fino al collo, nuotare e divertirmi è stata soltanto l’azione di entrare in acqua il più frequentemente possibile. Paradossalmente più vivevo le sensazioni di ansia e più queste gradualmente si attenuavano.

Ho parlato soltanto della paura dell’acqua ma avrei potuto condividere anche la forte paura di guidare la macchina, di fare esami difficili all’Università, di partorire. Per ognuna di esse ho applicato la stessa strategia: MI SONO ESPOSTA ALLA SITUAZIONE TANTO TEMUTA E L’HO FATTO IL PIU POSSIBILE, tranne partorire, in quel caso, una volta sola 😉 finché non sono riuscita a superare le mie ansie.

Non ho fatto sempre tutto da sola. Nel tempo mi sono resa conto che volevo approfondire il significato delle mie paure. Volevo capire da dove originassero ma soprattutto ho avuto bisogno di un aiuto quando mi rifiutavo di affrontare alcune situazioni, accampando continuamente delle scuse. Ho scelto, quindi, di lavorare su me stessa attraverso la psicoterapia.

Forse sarò stata scontata ma mi è piaciuto il lavoro che la terapeuta faceva con me e come mi faceva sentire. Così ho preso la decisione che un giorno avrei voluto fare il suo stesso lavoro. Ho studiato psicologia all’Università, sono diventata psicologa, iscritta, poi, all’Ordine degli Psicologi del Lazio e successivamente mi sono specializzata in Psicoterapia Cognitivo-Interpersonale presso la S.C.int.

Ad oggi i DISTURBI D’ANSIA occupano quasi interamente la mia pratica clinica e rappresentano una tematica che amo studiare e su cui mi aggiorno per aiutare, con sempre maggiore competenza e passione, chi decide di affidarsi a me.

Dott.ssa Pamela Serafini

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